Nel pomeriggio di mercoledì 7 ottobre, gli operatori della Polizia amministrativa e di sicurezza di Vercelli e i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno notificato alla titolare di un bar di Viale della Rimembranza il provvedimento di sospensione delle autorizzazioni previsto dall’articolo 100 del TULPS. La misura, disposta dal Questore di Vercelli, avrà una durata di sette giorni.
Il provvedimento è stato adottato dopo la grave aggressione avvenuta nei pressi dell’esercizio sabato 3 ottobre. Secondo quanto ricostruito, un avventore, cittadino rumeno con precedenti e successivamente arrestato dai Carabinieri, avrebbe trascorso buona parte del pomeriggio consumando alcol e mantenendo un comportamento molesto e aggressivo. La situazione avrebbe spinto alcuni clienti ad allontanarsi dal bar.
L’aggressione con i coltelli
L’uomo si sarebbe poi allontanato rivolgendosi al coniuge della titolare, co-gestore del locale, con minacce di morte. In seguito sarebbe tornato armato di coltelli, dando seguito alle minacce. Nella ricostruzione fornita dalle autorità, avrebbe ferito prima un giovane di origine marocchina, colpendolo al volto e agli arti inferiori e recidendogli l’arteria femorale, e subito dopo il coniuge della titolare.
Nel bar, già lo scorso agosto, si era verificata anche una violenta rissa. Lo scontro era nato da un alterco tra due avventori e si era poi allargato ad altri clienti, schierati in due gruppi contrapposti. Durante la colluttazione sarebbero state utilizzate sbarre e bastoni.
Le valutazioni delle autorità
I due episodi, avvenuti a breve distanza e ritenuti connessi alle frequentazioni dell’esercizio, hanno portato le autorità a ravvisare una situazione di concreta e grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica, oltre che per la tranquillità urbana. A preoccupare sono state anche le modalità degli scontri, il numero delle persone coinvolte e l’impiego di oggetti atti a offendere e di armi. La situazione, secondo quanto riferito, era percepita con crescente allarme dai residenti della zona.
Nel provvedimento viene inoltre richiamata la condotta ritenuta negligente della titolare e del coniuge, che non avrebbero contattato tempestivamente le Forze dell’ordine nonostante la progressiva escalation dei comportamenti dell’uomo. Secondo la valutazione delle autorità, un intervento anticipato avrebbe potuto contribuire a contenere l’aggressività e a tutelare i gestori, gli altri clienti e la sicurezza dell’area.