Politiche agricole

Il riso italiano cerca un accordo di filiera a Vercelli

Esecutivo disponibile a valutare misure finanziarie e intese tra coltivatori e aziende per affrontare costi, importazioni e ricerca.

Il riso italiano cerca un accordo di filiera a Vercelli

Il futuro del comparto risicolo italiano passa da un accordo tra produttori, industria e istituzioni. È questa la prospettiva emersa dal tavolo di filiera convocato alla Provincia di Vercelli dal ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida e dal sottosegretario Patrizio Giacomo La Pietra, insieme all’Ente Nazionale Risi, rappresentato dalla presidente Natalia Bobba.

All’incontro hanno partecipato le principali organizzazioni agricole, tra cui CIA, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri, oltre alla componente industriale con i vertici di AIRI e FERM. Il confronto si è concentrato sulle difficoltà che interessano la filiera e sulla necessità di individuare interventi condivisi, con l’obiettivo di sostenere i risicoltori già nel breve periodo.

Contratti e risorse nella manovra

Secondo quanto riferito dal presidente della Provincia Davide Gilardino, il Governo si è detto disponibile a valutare misure mirate, anche di carattere economico, sulla base delle proposte che saranno elaborate dal tavolo. Tra le priorità indicate figura l’agevolazione dei contratti di coltivazione tra agricoltori e industria, considerati uno strumento per rafforzare i rapporti lungo la filiera e offrire maggiore stabilità alle aziende.

La richiesta è di definire le proposte entro ottobre, così da poter inserire nella prossima Legge di Bilancio le risorse ritenute necessarie per un settore considerato strategico a livello nazionale. Il comparto deve fare i conti con costi di produzione superiori ai ricavi e con la concorrenza del riso proveniente dai Paesi del Sud-est asiatico, spesso esente da dazi e sottoposto, secondo i rappresentanti della filiera, a vincoli sociali e fitosanitari differenti da quelli applicati in Europa.

Ricerca genetica e tutela delle produzioni

Nel corso della riunione è stato inoltre affrontato il tema della ricerca sulle Nuove Tecniche Genomiche. Il tavolo ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto a livello europeo dal ministro Lollobrigida e ha chiesto di rendere più snelle le procedure relative alle TEA, con l’obiettivo di individuare varietà più resistenti agli attacchi patogeni e capaci di migliorare le rese.

La selezione di piante che richiedano meno trattamenti viene indicata come una possibile leva per ridurre i costi aziendali e l’uso di prodotti fitosanitari, con ricadute anche sulla tutela ambientale. Un ulteriore fronte riguarda il regolamento 2026/1395: la filiera punta a dimostrare lo stato di crisi delle imprese per ottenere, dal 2027, una revisione della clausola di salvaguardia a protezione delle produzioni europee.

Il confronto istituzionale si è svolto nell’ambito di Risò, manifestazione dedicata alla promozione del riso italiano, che ha riunito a Vercelli aziende, buyer internazionali e rappresentanti delle categorie agricole. Per Gilardino, gli incontri commerciali e i convegni organizzati durante i tre giorni hanno offerto l’occasione per mettere a confronto le esigenze del settore e definire le prossime iniziative.