Incontro scientifico

A Vercelli il ricercatore Gozzi parla di reti ed epidemie

Applicazioni matematiche alla Peste Antonina; caso Mostro Firenze: un metodo per leggere connessioni sociali.

A Vercelli il ricercatore Gozzi parla di reti ed epidemie

Si è svolta al Circolo Ricreativo di Vercelli la seconda riunione conviviale dell’anno rotariano 2026/2027 organizzata dal Rotary Club Vercelli, presieduto da Federico Maria Gastaldi. All’appuntamento hanno partecipato autorità rotariane e numerosi soci del club.

Ospite della serata è stato Nicolò Gozzi, ricercatore senior presso la Fondazione I.S.I. di Torino e affiliato al Network Science Institute della Northeastern University di Boston. Originario di Buronzo, Gozzi è figlio di Lorenzo Gozzi, indicato come incoming president del Rotary Club Vercelli.

La ricerca sui sistemi complessi

La relazione ha illustrato il lavoro del ricercatore nel campo della previsione delle epidemie attraverso metodi matematici e computazionali. Gozzi si è formato all’Università di Torino e al Collegio Carlo Alberto, dove ha conseguito la laurea in Fisica, e ha ottenuto il dottorato in Data Science ed Epidemiologia Computazionale all’Università di Greenwich, a Londra.

La sua attività si concentra sull’analisi dei sistemi complessi, cioè di contesti nei quali numerosi elementi sono collegati e le variazioni di un singolo fattore possono produrre effetti sull’intero sistema. L’approccio è stato presentato come applicabile a diversi ambiti, dalla medicina alla crisi climatica, fino alle organizzazioni e ai problemi sociali. Nel corso della carriera Gozzi ha inoltre collaborato con enti internazionali, tra cui la Banca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Dalla Peste Antonina al Mostro di Firenze

Per rendere più comprensibile il metodo di ricerca, il relatore ha proposto due casi di studio. Il primo ha riguardato la Peste Antonina, conosciuta anche come peste di Galeno, che colpì l’Impero Romano tra il 165 e il 180 dopo Cristo. Attraverso una ricostruzione informatica delle reti viarie, navigabili e sociali dell’epoca, Gozzi ha mostrato le possibili modalità di diffusione dell’epidemia, ritenuta probabilmente vaiolo.

Il secondo esempio ha riguardato il caso del Mostro di Firenze. In questo caso il ricercatore ha utilizzato gli strumenti dell’analisi delle reti per rappresentare le connessioni sociali e gli elementi raccolti dagli investigatori che si occuparono della vicenda. La ricostruzione digitale è stata presentata come un possibile supporto per comprendere i legami tra persone e informazioni nell’ambito di un’indagine.

Durante l’incontro è stato ricordato anche l’esperimento del mondo piccolo dello psicologo sociale Stanley Milgram, nel quale alcuni partecipanti cercarono di far arrivare un pacchetto a un destinatario sconosciuto attraverso una catena di conoscenti. Secondo l’esempio illustrato, i pacchetti raggiunsero la destinazione dopo una media di circa sei passaggi. La relazione ha suscitato domande e interventi da parte dei soci presenti, che hanno seguito i casi proposti e il tema dell’analisi delle connessioni.