Diritti reclusi

Sovraffollamento e carenze, allarme per il carcere di Vercelli

La delegazione forense rileva 342 presenze su 215 posti e segnala problemi a impianti, igiene e organico.

Sovraffollamento e carenze, allarme per il carcere di Vercelli

Una delegazione della Camera Penale di Vercelli Riccardo Greppi ha effettuato una visita alla Casa Circondariale di Vercelli nell’ambito del progetto promosso dall’Unione delle Camere Penali Italiane. L’iniziativa punta a monitorare le condizioni della struttura, gli spazi destinati alla detenzione e la situazione delle persone private della libertà, oltre a quella degli operatori che lavorano nell’istituto.

I numeri della struttura

Il sopralluogo, svolto lo scorso 10 settembre, è stato messo in relazione con i dati contenuti nella Relazione sulle attività e sullo status della Casa Circondariale di Vercelli – 2026, redatta dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà, Pietro Oddo.

Secondo il documento, a fronte di una capienza effettiva di 215 posti, al 2 dicembre 2025 erano presenti nell’istituto 342 persone detenute: 309 uomini e 33 donne. Il tasso di sovraffollamento indicato è pari al 159 per cento nella sezione maschile e al 165 per cento in quella femminile. Per la Camera Penale, questi numeri incidono sulle condizioni di vita e sulla possibilità di garantire la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione.

Impianti e personale

Tra le criticità segnalate figurano il funzionamento inadeguato dell’impianto di riscaldamento, con il rischio di temperature insufficienti in numerose celle durante il prossimo inverno, e l’assenza di docce e acqua calda all’interno delle camere detentive. Le sale docce, inoltre, necessiterebbero di interventi a causa di infiltrazioni, umidità, muffe e problemi agli scarichi.

Alla situazione strutturale si aggiunge la carenza di personale. Secondo la delegazione, il problema non riguarda soltanto la sicurezza dell’istituto, ma può ripercuotersi anche sull’esercizio dei diritti delle persone detenute, compresi quelli alla salute, ai colloqui, alla formazione e al mantenimento dei rapporti con l’esterno.

La Camera Penale di Vercelli sostiene che le condizioni detentive debbano essere affrontate anche dal punto di vista del diritto di difesa e della dignità della persona. La visita, si legge nella nota, dovrebbe costituire l’occasione per mantenere alta l’attenzione e favorire un confronto costante tra istituzioni, operatori penitenziari, avvocatura, magistratura, servizi sanitari, enti locali e realtà del territorio.

Per i promotori, la situazione della casa circondariale non è una questione confinata all’interno dell’istituto, ma riguarda il rispetto dello Stato di diritto e della finalità costituzionale della pena. L’avvocatura intende quindi proseguire l’attività di osservazione e sensibilizzazione, richiamando l’attenzione delle istituzioni sulle criticità e sostenendo le esperienze legate a rieducazione, formazione, lavoro e rapporti con il territorio.

Nel documento viene infine sottolineato che tutela dei diritti fondamentali, rispetto della dignità delle persone detenute e sostegno al lavoro degli operatori penitenziari non sono obiettivi alternativi alla sicurezza, ma elementi considerati essenziali per garantirla.