Diritti in cella

Carcere di Vercelli, detenuti al 159% della capienza

La delegazione dei penalisti segnala impianti inadeguati, carenza di personale e disagi per chi vive e lavora nell’istituto.

Carcere di Vercelli, detenuti al 159% della capienza

Una delegazione della Camera Penale di Vercelli Riccardo Greppi ha visitato il 10 settembre 2026 la Casa Circondariale di Vercelli, conosciuta come carcere di Billiemme. L’iniziativa rientra nel progetto promosso dall’Unione delle Camere Penali Italiane per monitorare con continuità le condizioni degli istituti penitenziari, degli spazi destinati alla detenzione e delle persone private della libertà, oltre alla situazione di chi lavora quotidianamente nelle strutture.

Il sopralluogo ha offerto un ulteriore momento di confronto sulla realtà del penitenziario vercellese, anche alla luce della più recente relazione sulle attività e sullo stato della Casa Circondariale, redatta dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà Pietro Oddo. Dal documento emerge innanzitutto una situazione di forte sovraffollamento.

Presenze oltre la capienza

A fronte di una capienza effettiva indicata in 215 posti, al 2 dicembre 2025 risultavano presenti 342 persone detenute: 309 uomini e 33 donne. Il tasso di sovraffollamento raggiungeva il 159% nella sezione maschile e il 165% in quella femminile. Secondo la Camera Penale, numeri di questa entità incidono sulle condizioni di vita all’interno dell’istituto e rendono più difficile garantire pienamente la funzione rieducativa della pena prevista dall’articolo 27 della Costituzione.

Restano inoltre irrisolte diverse criticità relative agli impianti e alle condizioni igienico-sanitarie. Tra i problemi segnalati figurano un impianto di riscaldamento inadeguato, che potrebbe determinare temperature insufficienti in numerose celle durante il prossimo inverno, e l’assenza di docce e acqua calda all’interno delle camere detentive.

Impianti e carenza di personale

Le sale docce, evidenzia la delegazione, necessitano di interventi di rifacimento a causa di infiltrazioni, umidità, muffe e problemi agli scarichi. Alla situazione strutturale si aggiunge una significativa carenza di personale, che non riguarda soltanto la sicurezza dell’istituto, ma si ripercuote anche sull’esercizio concreto dei diritti delle persone detenute.

Tra gli ambiti indicati ci sono il diritto alla salute, i colloqui, la formazione e il mantenimento dei rapporti con l’esterno. Per la Camera Penale, le condizioni detentive devono essere affrontate anche dal punto di vista del diritto di difesa e della dignità della persona, principi che devono restare garantiti anche durante la restrizione.

L’associazione degli avvocati penalisti considera la visita non un episodio isolato, ma un’occasione per mantenere alta l’attenzione sulla Casa Circondariale e favorire un confronto costante tra istituzioni, operatori penitenziari, avvocatura, magistratura, servizi sanitari, enti locali e realtà del territorio.

La situazione del penitenziario, sottolinea la Camera Penale, non riguarda soltanto le mura dell’istituto, ma chiama in causa la capacità dello Stato di garantire che la pena sia eseguita nel rispetto della dignità della persona e della sua finalità costituzionale. L’obiettivo dichiarato è continuare l’attività di osservazione e sensibilizzazione, sostenendo le esperienze basate su rieducazione, formazione, lavoro e rapporti con il territorio come strumenti di sicurezza sociale.