A pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico, la consigliera regionale del Partito democratico Simona Paonessa interviene sul peso delle spese sostenute dalle famiglie piemontesi per l’istruzione. Secondo la rappresentante dem, l’aumento dei costi rischia di rendere sempre più difficile l’accesso alla scuola pubblica e di trasformare il diritto allo studio in un privilegio legato alle condizioni economiche.
Nel 2026, sostiene Paonessa, l’ingresso alle scuole superiori comporterà una spesa media di quasi 1.500 euro per studente soltanto per libri e corredo scolastico. Considerando anche mensa e trasporti, il costo annuale dell’intero percorso dell’obbligo arriverebbe invece a sfiorare i 2.150 euro. Particolare attenzione viene dedicata al trasporto pubblico locale, le cui tariffe sarebbero aumentate del 20% dal 2020.
Voucher regionali nel mirino
La consigliera ricorda che il gruppo del Pd aveva proposto di estendere Piemove, il servizio di trasporto gratuito, anche agli studenti delle scuole superiori. La proposta, riferisce Paonessa, è stata respinta dalla maggioranza che sostiene il presidente della Regione Alberto Cirio. Per il Pd, gli spostamenti verso gli istituti non dovrebbero rappresentare un ostacolo economico per gli studenti e per i loro genitori.
Nel suo intervento Paonessa richiama anche le criticità segnalate dai Giovani democratici del Piemonte nella gestione dei Voucher scuola regionali. Il Voucher B, destinato agli studenti della scuola pubblica, garantirebbe una media di soli 203 euro per famiglia, una somma che secondo la consigliera coprirebbe appena un terzo delle spese. L’accesso è inoltre legato a un limite Isee di 15.748 euro, soglia che, nella sua valutazione, escluderebbe una parte consistente del ceto medio.
Il confronto viene esteso al Voucher A, rivolto agli studenti delle scuole paritarie. In questo caso, la media indicata è di oltre 1.340 euro per famiglia, con un limite Isee fissato a 30.000 euro. Paonessa definisce quindi il sistema una forma di finanziamento discriminatoria nei confronti degli iscritti alla scuola pubblica. La consigliera collega inoltre la questione all’aumento delle aliquote Irpef regionali, che avrebbe comportato per il ceto medio un aggravio fino a 106 euro all’anno.
Le proposte in Consiglio regionale
Paonessa richiama infine una serie di iniziative presentate nei mesi scorsi in Consiglio regionale. Tra queste figurano una redistribuzione dei fondi a sostegno anche delle famiglie con redditi medi, misure specifiche per i nuclei numerosi e una riduzione delle tariffe della mensa. L’obiettivo dichiarato è riequilibrare le priorità della spesa regionale e rendere gli aiuti più adeguati alle spese effettivamente sostenute.
Tra le proposte viene indicato anche il modello Scuola Senza Zaino, già adottato, secondo Paonessa, in 39 istituti piemontesi. Il sistema prevede un contributo annuale contenuto in sostituzione dell’acquisto individuale del materiale scolastico. La consigliera chiede inoltre interventi nelle aree interne e montane, dove i Comuni avrebbero difficoltà a mantenere i plessi e le famiglie sono spesso costrette a sostenere i costi degli spostamenti verso i centri urbani.
Per la rappresentante del Pd, il trasporto pubblico locale deve diventare una soluzione accessibile e sostenibile per tutti gli studenti, in particolare per chi vive lontano dai principali centri. Le richieste avanzate si inseriscono nel dibattito regionale sulle misure di sostegno alle famiglie e sul finanziamento dei servizi collegati alla frequenza scolastica.