Coldiretti Vercelli-Biella ha riunito i risicoltori in piazza per chiedere interventi a sostegno del riso italiano e affrontare una crisi che, secondo l’associazione agricola, sta mettendo a rischio il comparto e l’economia del territorio. La mobilitazione si è svolta davanti alla sede della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, in piazza Risorgimento a Vercelli, nella mattinata di venerdì 16 ottobre.
Al centro della protesta ci sono il crollo dei prezzi del risone, giudicati insufficienti, l’aumento dei costi di produzione e la crescita delle importazioni di riso straniero. Coldiretti descrive la combinazione di questi fattori come una pressione sempre più pesante sulle aziende agricole e chiede risposte concrete per evitare il progressivo indebolimento della risicoltura piemontese.
Le richieste alla Camera di Commercio
Dopo gli interventi del presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini, del direttore Domenico Pautasso e del presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino, una delegazione della Federazione ha incontrato il vicepresidente della Camera di Commercio Paolo Carrà e il segretario generale Gianpiero Masera. Ai rappresentanti dell’ente è stato chiesto di sostenere e portare avanti le istanze del mondo agricolo.
Tra le proposte figura la definizione dei costi medi di produzione relativi alla coltivazione del riso e l’avvio di contratti di filiera o di coltivazione che tengano conto delle spese sostenute, dell’andamento del mercato e delle varietà richieste. Secondo Coldiretti, una programmazione di questo tipo potrebbe contribuire a stabilizzare il settore nel giro di alcuni anni.
Prezzi e qualità del prodotto
L’associazione chiede inoltre un contratto tipo che, oltre a rispettare la legge 198/21 per quanto riguarda i pagamenti, consideri anche il prezzo riconosciuto ai produttori. Il valore dovrebbe tenere conto delle caratteristiche qualitative del riso attraverso meccanismi di premialità, e non soltanto mediante decurtazioni dal prezzo base. Un’ulteriore richiesta riguarda la revisione dei criteri per la rilevazione e la quotazione del risone durante le contrattazioni della borsa merci.
«La crisi che il settore risicolo sta attraversando rischia di nuocere e lacerare in modo profondo il tessuto imprenditoriale del nostro territorio», hanno dichiarato Guerrini e Pautasso. I vertici locali di Coldiretti hanno sottolineato il peso della risicoltura per l’economia della zona e la necessità di tutelare anche le attività dell’indotto. Il flash mob, nelle intenzioni dell’organizzazione, rappresenta l’avvio di una mobilitazione permanente che dovrebbe coinvolgere tutti i comparti agricoli piemontesi.