Chiuso un distributore stradale di carburanti nel territorio vercellese, dopo la revoca della licenza fiscale di esercizio disposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Vercelli insieme ai funzionari dell’Area Territoriale di Vercelli dell’Ufficio ADM Piemonte 3.
Il provvedimento dopo l’interdittiva
L’atto dell’amministrazione doganale è conseguente a un’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Roma nei confronti di una società estera proprietaria dell’impianto dal 2025. La struttura era gestita da una società con sede in Campania. A seguito del provvedimento prefettizio, lo Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune interessato ha dichiarato la decadenza delle autorizzazioni amministrative relative all’attività.
L’interdittiva è stata adottata dopo l’accertamento di indizi di possibile infiltrazione mafiosa nell’impresa estera. Secondo quanto ricostruito dagli organi intervenuti, la società avrebbe avuto interessi economici esclusivamente in Italia e rapporti con aziende e soggetti già destinatari di analoghi provvedimenti di prevenzione. Gli elementi raccolti hanno quindi determinato l’adozione delle misure amministrative che hanno portato alla sospensione dell’attività.
I sigilli alle apparecchiature
Nel corso dell’intervento sono stati apposti i sigilli alle colonnine e alle pistole erogatrici, oltre che alle quattro cisterne contenenti prodotti energetici. Due delle cisterne erano già state sottoposte a sequestro nel maggio 2024 dai finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Vercelli, in seguito a irregolarità emerse dalle analisi eseguite dal Laboratorio Analisi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Milano.
L’operazione rientra nella collaborazione ordinaria tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’attività è stata condotta nell’ambito dei compiti di tutela degli interessi finanziari nazionali e dell’Unione Europea e di prevenzione delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema imprenditoriale. L’obiettivo indicato è proteggere le imprese regolari e contrastare possibili forme di concorrenza sleale, particolarmente rilevanti in un settore sensibile come quello della commercializzazione dei carburanti.