Memoria sportiva

Le Scuole Cristiane celebrano settant’anni di storia

Al Salone Dugentesco il ritrovo ha riunito ex atleti, famiglie e nuove generazioni nel segno dell’inclusione

Le Scuole Cristiane celebrano settant’anni di storia

Settant’anni di attività sono stati celebrati dalle Scuole Cristiane con una festa al Salone Dugentesco, che ha riunito persone legate al sodalizio in epoche diverse. Ex giocatori, famiglie, dirigenti e giovani hanno condiviso un momento dedicato alla memoria di un’esperienza costruita nel tempo e alla continuità di una realtà che continua a offrire ai ragazzi uno spazio per incontrarsi, giocare e crescere.

Il sodalizio nacque l’8 luglio 1956 e venne affiliato ufficialmente alla Federazione quattro giorni più tardi, il 12 luglio. Da allora sono cambiate le abitudini, il calcio e le generazioni coinvolte, ma è rimasta la volontà di mantenere attiva una comunità sportiva fondata sulla partecipazione. A ricordarlo è stato il presidente Giorgio Simonelli, che ha sottolineato il contributo quotidiano di chi lavora lontano dai riflettori.

Una comunità costruita nel tempo

La vita della società dipende infatti da numerose attività spesso poco visibili, ma indispensabili: dalla preparazione delle maglie alla gestione dei palloni, dalla tracciatura delle linee del campo all’organizzazione del bar e delle iscrizioni. Sono compiti affidati a persone che, con continuità e senso di responsabilità, permettono lo svolgimento delle attività e rafforzano il legame tra il sodalizio, le famiglie e il territorio.

Nel suo intervento, Simonelli ha richiamato anche una riflessione dello storico telecronista Bruno Pizzul, secondo cui il calcio rappresenta un linguaggio universale, comprensibile in ogni parte del mondo. Un principio che, secondo quanto emerso durante la serata, trova riscontro anche nella realtà attuale delle Scuole Cristiane, frequentate da bambini e ragazzi di seconda generazione, figli di famiglie provenienti da Paesi e culture differenti.

Il pallone diventa così uno strumento di incontro e integrazione, capace di superare le barriere linguistiche e culturali. Attraverso l’attività sportiva, i più giovani imparano il rispetto, la condivisione e il valore del gruppo. La società mosse i primi passi con cinque categorie e un gruppo di ragazzi affidato ad Andrea Pretta. Tra i componenti della prima formazione del 1956 figuravano Alvaro Nobile, Pier Giovanni Pollone, Albino Benetti, Giancarlo Vitale, Piero Raimondo, Antonio Brunello, Italo Nobile, Bruno Betto, Piero Cieglia, Giancarlo Pugliera, Giancarlo Caratto, Gianfranco Foglia, Franco Fogliatto, Aldo Lucato, Vittorio Roggero, Egidio Prevedato, Rodolfo Pagani, Enrico D’Addario, Francesco Manducchi, Lorenzo Laurenti, Bruno Ferresio, Giuseppe Quaglia, Benito Fonsati, Alberto Tola, Pierangelo Danna, Pierluigi Bovolenta, Vincenzo Borda, Pierfranco Pisa, Alfio Balocco, Gianmario Villata, Giovanni Stanetto, Enrico Dainese, Piero Gatto, Carlo Colombo, Antonio Dovati e Francesco Balocco.

Il valore delle radici

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni civili e sportive. Il saluto dell’amministrazione comunale è stato portato dal vicesindaco Domenico Sabatino, che ha richiamato il rapporto costruito dalle Scuole Cristiane con la città e con le famiglie nel corso dei decenni.

Particolarmente sentito è stato l’intervento di Domenico Marocchino, ex calciatore della Juventus, che ha parlato dell’importanza delle radici e della necessità di preservare gli aspetti più autentici dello sport. Marocchino ha osservato come nel calcio contemporaneo molte esperienze tendano a consumarsi rapidamente, ribadendo il valore di mantenere un ambiente sano e capace di trasmettere principi duraturi.

La serata si è conclusa con la consegna di riconoscimenti a persone e famiglie legate alla storia del sodalizio. Sono state premiate le famiglie Perona e Iurmanò, Antonello Langiu, Piero Desiderio, Sergio Bianchini e Piero Pulcina. Tra le vecchie glorie il riconoscimento è andato a Piero Raimondo, mentre Alfio Balocco e Fulvio Giublena, assenti alla cerimonia, sono stati ricordati nel corso dell’incontro.