Capire come funzionano i dipartimenti, in che modo collaborano le diverse specialità e quali risposte vengono garantite ai cittadini. È stato questo l’obiettivo della sessione pomeridiana degli Stati Generali dell’Asl Vercelli, ospitata al Teatro Civico di Vercelli. Sul palco, professionisti e responsabili delle strutture hanno illustrato attività, dati e prospettive dell’azienda sanitaria.
Servizi territoriali e area chirurgica
Ad aprire l’incontro sono state la direttrice amministrativa Claudia Cazzola e la direttrice sanitaria Tiziana Ferraris. La presentazione è partita dai servizi territoriali, con un richiamo al contrasto all’antibiotico-resistenza e alla rete composta dalle Case della comunità di Santhià, Varallo e Vercelli, oltre che dalle Centrali operative territoriali di Vercelli e Serravalle Sesia.
Domenico Costantino Aloj ha quindi illustrato l’Area chirurgica, attiva su dodici sale operatorie nei due presìdi dell’Asl. Le prestazioni ambulatoriali sono passate da 140.567 nel 2019 a 149.447 nel 2026, con una crescita concentrata tra i residenti. Nel corso dell’incontro è stata annunciata l’imminente assunzione di cinque medici, insieme al richiamo all’utilizzo del robot chirurgico e di quello ortopedico. Tra gli obiettivi indicati figurano il consolidamento del centro regionale per le infezioni ortopediche e le collaborazioni con le università.
Diagnostica, assistenza e prevenzione
Per il Dipartimento dei servizi, Ferraris ha posto l’accento sull’appropriatezza prescrittiva, oggetto di incontri mensili tra specialisti e medici di famiglia. I dati riferiti al 2026 comprendono oltre 2,4 milioni di prestazioni del Laboratorio analisi, 146.865 della Radiodiagnostica, 82.870 dell’Anatomia patologica e 4.323 dell’Immunoematologia e medicina trasfusionale. In Radiodiagnostica, l’intelligenza artificiale è stata indicata come uno strumento capace di ampliare le possibilità diagnostiche e ridurre i tempi degli esami.
La continuità dell’assistenza, dall’emergenza alla gestione delle malattie croniche, è stata al centro della relazione di Aldo Tua per l’Area medica. L’attività comprende 96.654 prestazioni ambulatoriali e consulenze, 6.200 ricoveri e 61.400 accessi in pronto soccorso. Tra le prospettive sono stati citati lo sviluppo della telemedicina, il monitoraggio a domicilio e la formazione dei professionisti in collaborazione con università e scuole di specializzazione.
Elena Pavoletti ha illustrato il ruolo del Dipartimento di prevenzione, impegnato nei controlli su alimenti, acqua, ambienti di lavoro e allevamenti, oltre che nelle vaccinazioni. Nel corso dell’intervento è stato indicato in 14 euro il risparmio sui costi delle cure per ogni euro investito in prevenzione. L’obiettivo, ha spiegato, è evitare malattie e ricoveri, liberando risorse per le persone che necessitano di assistenza.
La sessione si è conclusa con l’intervento di Luca Tarantola sul Dipartimento interaziendale di salute mentale, che riunisce le Asl di Vercelli, Biella e Verbano Cusio Ossola. Al centro è stato posto il concetto di recovery, inteso come percorso individuale di cambiamento, con obiettivi, capacità e ruoli valorizzati nella continuità tra territorio e ospedale. Le attività comprendono la presa in carico nei Centri di salute mentale, la prevenzione del suicidio, i percorsi riabilitativi residenziali e semiresidenziali, nonché il trattamento dei disturbi alimentari e dei gravi disturbi di personalità.
L’attenzione del dipartimento riguarda anche la popolazione detenuta e immigrata e la salute fisica delle persone con disturbi psichiatrici. Nei primi otto mesi del 2026 sono stati registrati 178 ricoveri e 2.042 prestazioni territoriali aggiuntive rispetto all’attività ambulatoriale. Tarantola ha inoltre richiamato i dati Agenas, che collocano Vercelli ai vertici nazionali per numero di assistiti dai servizi di salute mentale ogni mille abitanti. La giornata ha riunito professionisti e istituzioni in un confronto aperto alla cittadinanza sul funzionamento dei servizi e sulla salute come responsabilità condivisa.