Il ddl agricoltura ha suscitato forti critiche da parte di Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva e vicepresidente della commissione Agricoltura, che lo ha definito un provvedimento tardivo e con risorse frammentate. Gadda ha fatto queste osservazioni durante la presentazione del provvedimento, mettendo in luce l’impatto negativo che potrebbe avere sulle filiere agroalimentari italiane.
Di particolare rilevanza è l’estensione della legge antispreco alla donazione di piante e fiori, che è stata inserita nel ddl. La legge 166, risalente a dieci anni fa, ha già permesso di recuperare vasti quantitativi di cibo destinati allo spreco. Con il nuovo provvedimento, si apre la possibilità di gestire anche le eccedenze del settore florovivaistico, favorendo il sostegno a empori solidali e permettendo a persone in difficoltà di accedere alla bellezza dei fiori.
Un provvedimento insufficiente
Tuttavia, secondo Gadda, il ddl non affronta le reali urgenze del settore agricolo, come la crisi che affligge tutte le filiere identitarie del made in Italy. Elencando gli ambiti in difficoltà, la deputata ha citato il settore ortofrutticolo, vinicolo, dei cereali, del latte e dell’olio. In un contesto di crescenti costi di produzione, le aziende stentano a mantenere margini di guadagno, con effetti diretti sui prezzi al consumo.
Gadda ha sottolineato l’importanza di garantire una remunerazione adeguata agli agricoltori per assicurare il ricambio generazionale e preservare la struttura imprenditoriale del settore agricolo. Altrimenti, avverte, si rischia di assistere a un progressivo declino, con molte filiere in crisi.