Il mercato globale dell’orologeria di lusso continua ad assorbire modelli molto diversi tra loro: referenze iconiche, produzioni recenti, pezzi rari e orologi di ampia diffusione. La domanda si distribuisce tra mercato primario, second hand e mercato parallelo, in un contesto nel quale il prezzo non sempre coincide con il reale interesse collezionistico.
Secondo Paolo Cattin, collezionista e studioso del Rolex Daytona, la crescita dell’offerta e degli acquirenti richiede una lettura che vada oltre le quotazioni. L’ingresso di investitori interessati soprattutto alla rivalutazione ha affiancato il collezionista tradizionale, più concentrato sulla storia della referenza, sulle caratteristiche tecniche e sulla conservazione dell’esemplare nel tempo.
La sovrapposizione tra passione e investimento
Alla fine degli anni Novanta, quando Cattin iniziò a frequentare con maggiore continuità il mercato internazionale, la notorietà di una Maison non rendeva automaticamente desiderabile ogni modello. Il pubblico selezionava le produzioni in base a elementi specifici e alcune referenze costruivano progressivamente una propria identità. Oggi, invece, l’interesse finanziario ha ampliato la platea degli acquirenti e ha trasformato diversi orologi in strumenti percepiti come riserva o possibile crescita del capitale.
Questa dinamica resta sostenibile finché la domanda mantiene livelli elevati. Il rischio individuato da Cattin riguarda il momento in cui una parte degli acquirenti orientati al rendimento decidesse di spostare le proprie risorse verso altri settori. In quel caso, un numero consistente di pezzi potrebbe tornare contemporaneamente sul mercato, mettendo alla prova la capacità di distinguere tra valore finanziario temporaneo e interesse collezionistico.
Prezzo elevato, rarità e valore collezionistico sono, secondo l’esperto, elementi distinti, anche se talvolta possono coincidere. La rarità è soltanto una delle componenti che concorrono a determinare il valore di un orologio. Contano anche la storia della referenza, il contesto produttivo, lo stato di conservazione, le configurazioni particolari, la provenienza e la coerenza tra esemplare e documentazione.
La ricerca prima dell’acquisto
L’approccio descritto da Cattin nasce da decenni di studio, dedicati in particolare al Rolex Daytona Zenith e alle configurazioni prodotte originariamente con cinturino in pelle. Per un collezionista, la ricerca precede spesso l’acquisto: significa ricostruire varianti, confrontare quadranti, analizzare dettagli produttivi e seguire una referenza anche per molti anni. Nel tempo, un elemento ritenuto marginale può assumere rilevanza storica, mentre un modello considerato importante può perdere parte del proprio interesse.
La differenza tra collezionismo e logica finanziaria emerge anche dalla prospettiva temporale. Un appassionato può conservare un orologio per vent’anni anche se la quotazione resta invariata, perché attribuisce valore alla storia e al significato dell’oggetto. Chi compra esclusivamente in funzione del rendimento, invece, osserva lo stesso bene soprattutto attraverso le possibilità di rivalutazione.
Il tema assume rilievo in una fase in cui il lusso da collezione viene raccontato sempre più spesso attraverso record d’asta, prezzi e performance del mercato secondario. Questa narrazione ha avvicinato nuovi pubblici al settore, ma può anche ridurre oggetti legati alla cultura manifatturiera alla sola dimensione economica. Per Cattin, il futuro dipenderà dalla presenza di una comunità di appassionati capace di riconoscere il valore di un orologio anche oltre la quotazione, preservandone la storia e trasmettendone il significato.