Una delegazione di Coldiretti Vercelli-Biella ha partecipato a Bruxelles alla mobilitazione organizzata insieme all’EFFAT per difendere la condizionalità sociale nella futura Politica agricola comune 2028-2034. Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di mantenere il vincolo tra l’accesso ai finanziamenti europei e il rispetto delle norme sul lavoro agricolo.
Secondo l’associazione, l’eventuale cancellazione di questo meccanismo consentirebbe di assegnare risorse della Pac anche ad aziende accusate di violare i diritti dei lavoratori. Coldiretti sostiene che una simile modifica favorirebbe il caporalato e il lavoro nero, alimentando la concorrenza sleale a danno delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
La richiesta sulla nuova Pac
Alla manifestazione erano presenti, tra gli altri, Romano Magrini, responsabile nazionale Lavoro di Coldiretti, e Arianna Giuliodori, direttore dell’organizzazione a Bruxelles. La delegazione territoriale ha ribadito la contrarietà a ogni passo indietro sulla condizionalità sociale, definita una conquista legata alla tutela della dignità e della sicurezza dei lavoratori agricoli.
Il presidente Roberto Guerrini e il direttore Domenico Pautasso hanno sostenuto che le risorse degli agricoltori europei non debbano finire a chi sfrutta la manodopera. Nel loro intervento hanno richiamato anche il rischio di penalizzare la maggioranza delle aziende agricole che rispettano gli obblighi di legge e hanno indicato nella Pac uno strumento che dovrebbe premiare la produzione regolare, non le pratiche di concorrenza sleale.
Il richiamo alla legge sul caporalato
Coldiretti ha inoltre ricordato il decimo anniversario della legge contro il caporalato del 2016, alla cui approvazione, secondo l’associazione, ha contribuito anche attraverso l’Osservatorio agromafie. L’organizzazione collega quella normativa alla tutela della dignità del lavoro e al contrasto delle infiltrazioni criminali nelle filiere produttive.
La posizione espressa a Bruxelles riguarda la proposta della nuova Politica agricola comune e il rapporto tra aiuti pubblici, condizioni di impiego, salute e sicurezza sul lavoro. Coldiretti contesta in particolare la scelta dell’Unione europea di separare, secondo la propria ricostruzione, l’erogazione dei fondi agricoli dal rispetto delle norme che tutelano i lavoratori. La mobilitazione punta quindi a mantenere il principio per cui l’accesso al sostegno europeo deve essere subordinato al rispetto delle regole.