Virginia Risso, autrice, regista e interprete di ‘I dialoghi della vagina’, replica alle polemiche sollevate dopo la recente esibizione al Cigliano Festival. Nonostante il buon esito della performance del 17 luglio, critiche e accuse di misoginia sono emerse, spingendola a esporsi pubblicamente.
Risso ha dichiarato: ‘In cinque anni di repliche non sono mai emerse critiche di questo tipo’. Secondo la regista, le valutazioni negative provengono da chi non ha visto lo spettacolo e si è limitato a giudicarlo basandosi sulla locandina, mostrando una mancanza di informazione.
Critiche e chiarimenti
Le accuse mosse allo spettacolo di promuovere una visione misogina sono state respinte da Risso, che ha dichiarato: ‘L’obiettivo è eliminare tabù e luoghi comuni legati all’universo femminile’. Risso, inoltre, ha sottolineato come il suo lavoro sia rivolto a promuovere la parità di genere, evidenziando l’importanza di una cultura inclusiva.
Risso ha anche chiarito che la sua drammaturgia, scritta nel 2022, non è da confondere con il libro ‘I monologhi della vagina’ di Eve Ensler, offrendo un’ulteriore distinzione per evitare malintesi. La regista ha messo in evidenza la sua storia personale, in cui la sessualità è stata affrontata in modo naturale, asserendo che l’educazione affettiva e sessuale rappresenta un tema cruciale nell’educazione dei giovani.
Invito alla comprensione
In conclusione, Risso ha invitato i detrattori a vedere il suo spettacolo per comprendere il significato profondo del suo lavoro, auspicando che possa contribuire a diffondere una cultura equa ed egualitaria, nel contesto di una società che aspira a un maggior rispetto e comprensione per l’universo femminile.