Situazione carceraria in Piemonte al limite, con il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) che lancia un allerta riguardante il sovraffollamento e le criticità riscontrate soprattutto nella Casa Circondariale ‘Lorusso e Cutugno’ di Torino. Questi episodi sono il segnale di un sistema penitenziario sempre più in difficoltà.
Il segretario nazionale del SAPPE per il Piemonte, Vicente Santilli, ha dichiarato che i dati ufficiali evidenziano il fallimento delle politiche adottate negli ultimi anni per contenere il problema del sovraffollamento. Le misure introduzione nel 2020 durante l’emergenza Covid si sono rivelate inefficaci: la capienza regolamentare nazionale è aumentata solo dello 0,83%, mentre il numero dei detenuti è salito da 53.904 a 64.773, con un incremento di oltre 20%.
Il panorama regionale è altrettanto preoccupante. Formalmente, il Piemonte è al 110% di sovraffollamento, ma si stima che raggiunga il 117% se si escludono due istituti inutilizzabili per i lavori di ristrutturazione. I dati specifici degli istituti rilevano che Vercelli è al 158%, Biella al 151%, Asti al 136% e Torino al 135%.
Cambiamenti nella popolazione detenuta
Non è solo una questione quantitativa. La composizione della popolazione detenuta si è modificata, con un aumento di detenuti ad alta pericolosità e di individui con disturbi psichiatrici. Crescono anche gli episodi di violenza e insubordinazione, e i cittadini stranieri rappresentano il 41% della popolazione carceraria, con punte del 60% a Cuneo.
Il SAPPE sottolinea che il numero delle aggressioni agli agenti, così come i tentativi di suicidio e i danneggiamenti, continua a crescere in modo direttamente proporzionale al sovraffollamento e al degrado delle condizioni. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, pone l’accento sull’urgenza di interventi strutturali, sollecitando decisioni politiche serie e l’adeguamento degli organici, oltre a un potenziamento della sanità penitenziaria.
La strada verso la riforma
Inoltre, il sindacato evidenzia la recente legge che prevede la detenzione domiciliare terapeutica per detenuti tossicodipendenti, ma si segnala l’assenza di risorse per le comunità terapeutiche, che potrebbe compromettere l’attuazione della norma. Capece chiede al Governo di chiarire la reale disponibilità di nuovi posti e di garantire un personale adeguato per ogni nuovo padiglione, evitando così un incremento dei problemi esistenti.
Il SAPPE identifica come priorità il ripristino immediato della funzionalità del carcere di Alba e della Casa di Reclusione di San Michele, evidenziando la necessità di restaurare centinaia di posti già esistenti ma attualmente non utilizzabili. A tal fine, è fondamentale rilanciare gli accordi internazionali per il trasferimento dei detenuti stranieri nei loro paesi di origine e intensificare i finanziamenti per la detenzione domiciliare terapeutica e per l’assunzione di personale. Capece conclude affermando che il tempo delle promesse è finito e che è necessario azioni concrete da parte dello Stato per il controllo delle carceri.