È scomparso Claudio Apicella, ex maresciallo della Guardia di Finanza, simbolo di determinazione e giustizia. La sua vita è stata segnata da un lungo percorso di battaglia contro una grave malattia asbesto-correlata, causata dall’esposizione all’amianto durante il servizio. Apicella ha dedicato oltre trent’anni alla protezione del Paese, prestando servizio nel contingente navale della Guardia di Finanza e affrontando una lunga e difficile via legale per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti.
La sua storia si intreccia con il riconoscimento da parte della Corte Suprema di Cassazione, che ha confermato il suo status di vittima del dovere. L’ordinanza n. 10268/2026 ha respinto il ricorso presentato dai Ministeri dell’Interno e dell’Economia, sottolineando il nesso tra il servizio prestato e la malattia contratta. Questo riconoscimento rappresenta una vittoria non solo per Apicella e la sua famiglia, ma anche per tutti i membri delle Forze Armate esposti a rischi simili durante il servizio.
Il ricordo di un avvocato
Il presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, Ezio Bonanni, ha ricordato Apicella come un compagno di viaggio che ha condiviso speranze e delusioni durante la sua battaglia per la giustizia. Bonanni ha evidenziato che Apicella ha sempre lottato non solo per se stesso, ma anche per gli altri, sperando di evitare che altri affrontassero simili sofferenze. La sua eredità vivrà attraverso le conquiste legali e la continua lotta per i diritti delle vittime dell’amianto.
La scomparsa di Claudio Apicella lascia un vuoto profondo per i suoi cari e per coloro che hanno condiviso con lui la lotta per verità e giustizia. La sua storia ha reso visibile la difficile realtà che molte vittime dell’amianto affrontano nel riconoscimento dei propri diritti. L’Osservatorio Vittime del Dovere e l’ONA continueranno a lavorare per sostenere queste famiglie, onorando l’impegno di Apicella.