Conti e patrimonio

Casa Perazzo, stop all’attività e futuro ancora da definire

31 agosto 2026: liquidazione dell’ente, possibile nuovo soggetto solidaristico

Casa Perazzo, stop all’attività e futuro ancora da definire

La Casa del Vecchio Pietro Perazzo di San Germano Vercellese interromperà l’attività a decorrere dal 31 agosto 2026. La decisione arriva al termine di un lungo periodo segnato da difficoltà economiche, carenze di personale e dalla necessità di adeguare la struttura ai parametri richiesti per l’assistenza agli anziani non autosufficienti.

La struttura è da tempo amministrata in regime commissariale. Il primo commissario, il commercialista Piergiovanni Bondonno, fu nominato dalla Regione Piemonte nel settembre 2019, dopo la rilevazione di diverse criticità. Dal giugno 2023 l’incarico è affidato al commercialista Raffaello Pisaniello, che ha operato in una situazione debitoria inizialmente superiore al milione di euro. Il passivo è stato ridotto a meno di 700 mila euro, ma resta comunque incompatibile con la prosecuzione della gestione.

Una struttura alle prese con costi e personale

Tra i principali creditori figura la cooperativa Quadrifoglio di Pinerolo, incaricata dei servizi assistenziali. Il patrimonio dell’ente, composto dall’immobile e da oltre 300 giornate piemontesi di terreni agricoli coltivati a riso e concessi in affitto a conduttori locali, è considerato sufficiente a tutelare i crediti. Per far fronte ai debiti, tuttavia, sarà necessario procedere con l’alienazione di una parte dei beni.

La vicenda presenta alcune analogie con quella della casa di riposo Tavallini di Borgo Vercelli, chiusa definitivamente dopo difficoltà economiche e problemi di adeguamento dell’edificio. Nel caso di San Germano, le criticità riguardano anche la difficoltà, comune a molte strutture, di reperire operatori sociosanitari e infermieri in numero adeguato. Secondo le valutazioni tecniche richiamate nell’articolo, sarebbe possibile organizzare l’attività in due nuclei da 20 ospiti non autosufficienti ciascuno, ma l’intervento richiederebbe investimenti strutturali per circa un milione di euro.

Liquidazione e ipotesi per il futuro

Nei primi giorni di settembre dovrebbe iniziare la procedura per l’estinzione dell’ente. La liquidazione prevede il pagamento dei debiti attraverso la vendita di una parte del patrimonio. I beni residui, tra cui l’immobile e la maggior parte dei terreni, dovranno poi essere trasferiti, con l’approvazione del giudice, a un altro soggetto con finalità solidaristiche compatibili con quelle originarie del fondatore, il geometra Pietro Perazzo.

In questo quadro, il Comune di San Germano ha promosso la costituzione di una nuova fondazione con finalità analoghe. Il futuro ente potrebbe ricevere parte dei terreni e l’edificio e scegliere se mantenere l’attività assistenziale, sostenendo i costi di ristrutturazione necessari, oppure destinare il patrimonio ad altri interventi benefici. La prosecuzione del servizio appare l’ipotesi verso cui si orientano le valutazioni, ma la scelta dipenderà dall’esito della liquidazione, dai tempi delle alienazioni e dalla consistenza dei beni trasferibili.

Resta aperta anche la questione relativa agli attuali ospiti e ai lavoratori. Gli anziani che lo vorranno potranno essere trasferiti in strutture di Alice Castello, con la possibile conseguenza di un aumento delle rette. Quelle applicate a San Germano sono state storicamente contenute, in coerenza con lo spirito della donazione originaria, ma negli anni hanno comunque registrato incrementi.

La prospettiva del passaggio da una fondazione all’altra ha alimentato il dibattito in Consiglio comunale. L’opposizione ha evidenziato quelle che considera responsabilità delle precedenti amministrazioni nella gestione della struttura, mentre la maggioranza ha respinto questa lettura. Sul tema è intervenuto anche Luca Pedrale. Le posizioni politiche restano distinte, mentre gli aspetti amministrativi e patrimoniali seguono un percorso autonomo e destinato a svilupparsi nei prossimi mesi.