Rito giudiziario

Due arresti per il furto di rame nella zona ex cave di Borgosesia

Il giudice ha convalidato il fermo e disposto l’obbligo quotidiano presso la stazione dell’Arma competente

Due arresti per il furto di rame nella zona ex cave di Borgosesia

Si è svolto il 25 settembre 2026, al Tribunale di Vercelli, il rito direttissimo nei confronti di due persone residenti a Gattinara, arrestate per il furto di quasi 200 chili di rame nella zona delle ex cave, in regione Torame, nel Comune di Borgosesia.

L’inseguimento nella zona industriale

Gli interventi sono scattati nel tardo pomeriggio del 23 settembre 2026, quando i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Varallo, con il supporto di una pattuglia del Radiomobile della Compagnia di Borgosesia, hanno notato i due a bordo di un veicolo nei pressi di un capannone dismesso. Il mezzo si stava allontanando con fare ritenuto sospetto.

All’alt intimato dai carabinieri, i due avrebbero reagito dandosi alla fuga. Ne è nato un inseguimento, concluso con il blocco del veicolo e l’arresto degli occupanti. Durante le operazioni sono stati sequestrati sia gli strumenti utilizzati per il furto sia la refurtiva, costituita soprattutto da fili di rame e altro materiale ferroso.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, il materiale avrebbe avuto un valore commerciale elevato e la sua eventuale vendita nel mercato clandestino avrebbe potuto garantire un profitto illecito stimato in diverse migliaia di euro. Il rame è infatti particolarmente ricercato per il suo valore e per la possibilità di essere rivenduto o riciclato.

La decisione del giudice

Al termine dell’udienza, il giudice ha convalidato gli arresti eseguiti dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Varallo. Per i due indagati è stata disposta la liberazione, con applicazione dell’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria competente per territorio, individuata nella Stazione Carabinieri di Gattinara.

Il Comando del Gruppo Carabinieri Forestale di Biella, da cui dipende il nucleo intervenuto, ha richiamato l’attenzione sulla diffusione dei furti di rame. Il fenomeno riguarda società attive nei trasporti, nell’energia e nelle telecomunicazioni, oltre ad aziende elettrotecniche ed elettroniche, ma può colpire anche cantieri, cimiteri, chiese e strutture abbandonate.

I ladri prendono di mira beni appartenenti a filiere pubbliche e private, tra cui fili, grondaie, tettoie e altri manufatti metallici. In alcuni casi, secondo il quadro descritto dai militari, vengono sottratti anche oggetti collocati nei luoghi di culto o nei cimiteri. Le attività di prevenzione e repressione proseguono con l’obiettivo di tutelare le comunità e contrastare la ricettazione dei materiali rubati.