Venerdì 24 luglio 2026 i consiglieri Paola Lanzoni e Marco Defilippi, insieme al consigliere Rovezzo, hanno effettuato un sopralluogo alla Casa del Parco dell’Alpe Fum Bitz, ad Alagna Valsesia. La visita ha previsto un confronto con il personale dell’Ente di Gestione delle Aree Protette incaricato dell’apertura della struttura e dell’annesso Giardino Botanico.
L’ispezione ha evidenziato diverse criticità, già segnalate nei giorni precedenti dal sindaco di Alagna e da Mario Soster. Nel Giardino Botanico gli interventi di sfalcio dei vialetti e la cura delle aiuole vengono effettuati a luglio, quando la stagione turistica è già iniziata. Alla data del sopralluogo risultava quindi difficile riconoscere le specie botaniche censite, in parte coperte dalla vegetazione spontanea.
Le condizioni della struttura
Particolare attenzione è stata riservata alla collezione di felci, soprattutto agli esemplari rari del sottobosco, esposti al sole e privi di adeguata ombreggiatura. La situazione è aggravata dalla siccità: l’impianto di irrigazione non eroga acqua e non consente di attenuare gli effetti del clima sulle piante.
Problemi sono stati rilevati anche sul fronte energetico. La piccola centralina idroelettrica, destinata a fornire energia alla Casa del Parco, non risultava funzionante al momento della visita, anche a causa della variabilità della portata idrica. L’impianto fotovoltaico, invece, non sarebbe in grado di coprire il fabbisogno minimo della struttura.
In una nota alla Direzione dell’Ente, il Consiglio direttivo ha chiesto di riprogrammare gli interventi di manutenzione, prevedendoli sia in tarda primavera, in preparazione dell’estate, sia in autunno, in vista della stagione invernale. Tra le proposte figura anche una diversa organizzazione delle aiuole, con suddivisione per specie e valorizzazione di erbe e arbusti autoctoni diffusi nell’Alta Valsesia e nel Parco. Secondo i consiglieri, si tratterebbe di interventi di efficientamento realizzabili senza ingenti risorse aggiuntive.
Il confronto sui dati del 2025
Il sopralluogo si inserisce nel più ampio confronto tra il Comune di Alagna Valsesia e l’Ente Parchi. I dati riferiti al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025 mettono a confronto organici, costi e volumi di attività, pur considerando le differenti competenze istituzionali.
Il Comune opera con nove dipendenti e una spesa per il personale di 327.000 euro, pari a un costo medio di circa 36.333 euro per addetto. L’EGAP Valsesia dispone invece di 15 dipendenti, esclusi gli stagionali, con una spesa di 897.000 euro e un costo medio di 59.800 euro.
Per la vigilanza, il Comune, con un funzionario, ha elevato 1.880 sanzioni; l’EGAP, con sei funzionari, ne ha elevate sei. Nell’area tecnica, a fronte di tre funzionari per ciascun ente, il Comune ha gestito 329 pratiche, di cui 172 urbanistiche, mentre l’EGAP ne ha trattate 113, comprese 15 urbanistiche e 55 forestali. Lo Sportello forestale di Varallo, con un dipendente part-time, ha seguito 457 pratiche forestali.
La differenza emerge anche dai protocolli amministrativi: nel 2025 il Comune di Alagna ne ha registrati 7.863, contro i 1.991 dell’EGAP, pur contando su un organico complessivo inferiore. Quanto agli ingressi, il Rifugio Pastore ha raggiunto circa 50.000 presenze, mentre la Casa del Parco del Fum Bitz ne ha registrate 4.700. Il presidente Carlo Stragiotti ha definito il sopralluogo utile a evidenziare problemi gestionali cronici e ha richiamato l’attesa per l’incontro con gli assessori Gallo e Bongioanni, rinviato rispetto alla data del 27 luglio.