Il Tar Piemonte ha annullato il decreto del Commissario straordinario dell’EgAto2 del 28 febbraio 2025. La decisione, secondo quanto riferito da Bcv Acque, riguarda la motivazione della scelta relativa al modello di gestione del servizio idrico integrato, ritenuta non sufficientemente anticipata al momento dell’adozione del provvedimento.
La sentenza, sempre secondo la ricostruzione della società, avrebbe quindi natura esclusivamente procedurale e non inciderebbe sul merito della gestione in house. L’aspetto evidenziato dai giudici potrebbe essere superato dalla Conferenza d’Ambito attraverso una nuova deliberazione adottata a maggioranza qualificata. Le società interessate stanno valutando l’eventuale impugnazione davanti al Consiglio di Stato.
Il percorso verso il gestore unico
Bcv Acque sostiene di aver operato, insieme ai quattro soci, nel rispetto delle scadenze previste dal cronoprogramma commissariale. Dal 1° maggio 2026 i quattro soci hanno ceduto a Bcv i rispettivi rami d’azienda relativi al Servizio Clienti, con il coinvolgimento di 43 dipendenti. L’obiettivo indicato è completare entro la fine dell’anno la confluenza nella società dell’intero servizio idrico integrato, portando il personale complessivo oltre le 250 unità.
Dalla firma della convenzione, afferma ancora Bcv, la struttura opera nel territorio di utenza come gestore unico per i canali di comunicazione del pronto intervento e del Servizio Clienti, oltre che per la bollettazione. La società riferisce inoltre di essersi rapportata con Arera ed EgAto2 come soggetto gestore unitario, occupandosi degli adempimenti, della pianificazione tariffaria, degli investimenti e dell’accesso ai finanziamenti pubblici.
Capitale e continuità del servizio
Nel documento, Bcv indica una dotazione di 16.060.000 euro di capitale interamente versato e incassi annuali pari a circa 60 milioni di euro. La società sostiene che questo assetto abbia consentito di mantenere la continuità rispetto alle gestioni precedenti, evitando disagi alle utenze e puntando su sinergie e recuperi di efficienza.
Bcv Acque precisa infine di essere una società interamente pubblica, di non richiedere finanziamenti ai Comuni e di non distribuire utili, destinando le risorse derivanti dalla tariffa agli investimenti. Secondo la società, il percorso già realizzato risponde all’interesse pubblico della convergenza verso un gestore unico e non dovrebbe essere vanificato dalla pronuncia del tribunale amministrativo. Su questi presupposti sono in corso le valutazioni legali sull’eventuale ricorso.