Sono 6.470 i contratti programmati dalle imprese delle province di Biella, Novara, Verbano Cusio Ossola e Vercelli per settembre 2026. Il dato rappresenta il 18,2% delle entrate complessivamente previste in Piemonte. Nel Vercellese, in particolare, le opportunità attese sono 1.230, lo stesso numero registrato dodici mesi prima.
Contratti soprattutto a termine
Il quadro provinciale evidenzia una netta prevalenza delle forme di impiego non stabili. Soltanto il 19% delle entrate previste a Vercelli sarà destinato a contratti a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 81% riguarderà rapporti a termine.
La domanda è espressa da una quota contenuta di imprese: a Vercelli sono il 17,3% del totale. Un altro elemento comune alle quattro province dell’Alto Piemonte è la difficoltà nel reperire i profili richiesti, che nel territorio vercellese interessa il 38% delle entrate. Per la maggior parte delle posizioni viene inoltre richiesta un’esperienza professionale specifica o maturata nello stesso settore.
I settori e i profili richiesti
Nel Vercellese il 61,1% delle entrate sarà concentrato nei servizi, mentre il 56% riguarderà imprese con meno di 50 dipendenti. Nel dettaglio, il commercio rappresenta il 25% della domanda, i servizi di alloggio e ristorazione il 13% e i servizi alle persone il 10%. Il restante 52% è distribuito negli altri comparti economici.
La quota destinata a dirigenti, specialisti e tecnici si ferma al 16%, al di sotto della media nazionale del 21%. Il 13,9% delle posizioni richiederà un titolo terziario, come la laurea o un diploma ITS, mentre il 29,1% delle entrate sarà rivolto a giovani con meno di 30 anni.
Le caratteristiche rilevate a Vercelli si inseriscono in un quadro simile per le quattro province considerate. In tutti i territori, oltre il 75% delle entrate previste è costituito da contratti a termine e la difficoltà di reperimento oscilla tra il 38% e il 46%. I servizi di alloggio e ristorazione, il commercio e i servizi alle persone risultano tra i principali ambiti di domanda occupazionale, pur con differenze legate alle diverse vocazioni economiche provinciali.