Con la ripresa della raccolta nei boschi, l’Asl di Vercelli ha riattivato il servizio gratuito di controllo sulla commestibilità dei funghi spontanei. L’attività è svolta dall’Ispettorato micologico del Servizio igiene alimenti e nutrizione e si rivolge ai cittadini che desiderano verificare la sicurezza degli esemplari raccolti prima di portarli in tavola.
Il controllo può essere richiesto tramite prenotazione telefonica e viene effettuato da personale qualificato. La valutazione non riguarda soltanto l’identificazione della specie, ma considera anche lo stato di conservazione e il grado di maturazione dei funghi. Questi elementi possono infatti incidere sulla possibilità di consumarli, anche quando si tratta di specie normalmente considerate commestibili.
Indicazioni per il consumo
Durante l’appuntamento gli operatori forniscono inoltre indicazioni sulle modalità corrette di preparazione e consumo. Particolare attenzione è riservata ai funghi a commestibilità condizionata, che necessitano di specifici trattamenti prima di essere mangiati per ridurre il rischio di disturbi gastrointestinali.
L’esperienza della scorsa stagione ha evidenziato la richiesta di questo tipo di assistenza. All’Ispettorato micologico si sono rivolte 47 persone. Gli esemplari riconducibili a 46 specie sono stati giudicati idonei al consumo, mentre quelli appartenenti ad altre 39 specie non sono stati ritenuti commestibili.
I risultati delle verifiche
Le esclusioni sono state determinate sia dalle caratteristiche proprie delle specie sia da condizioni non adeguate di conservazione o maturazione. In alcuni casi, dunque, il divieto di consumo non dipendeva dal fatto che il fungo fosse sempre non commestibile, ma dal deterioramento o dallo stadio di sviluppo degli esemplari esaminati.
Nel 2025 non erano stati conferiti funghi tossici o velenosi. Nei primi controlli effettuati quest’anno, invece, una raccolta su tre è risultata composta da specie tossiche. Il dato rafforza l’invito a sottoporre sempre i funghi spontanei a una verifica preventiva e a non consumare esemplari di cui non sia stata accertata con certezza la commestibilità.