Cuore e ricerca

Paziente romano al Sant’Andrea: intervento trasmesso al congresso

Antonino Rufini, 75 anni, è stato dimesso dopo due giornate grazie a una pompa Impella CP.

Paziente romano al Sant’Andrea: intervento trasmesso al congresso

È stato dimesso dopo soli due giorni Antonino Rufini, 75 anni, residente a Monte Compatri, nel territorio dei Castelli Romani. L’uomo era arrivato all’ospedale Sant’Andrea di Vercelli accompagnato dalla moglie e dai figli, dopo essere stato indirizzato dai cardiologi di Frascati per una situazione coronarica particolarmente complessa.

Rufini, pensionato dopo 37 anni di lavoro nel trasporto pubblico laziale, fino a pochi anni fa godeva di buona salute. Successivamente gli è stata diagnosticata una grave malattia coronarica, associata a una disfunzione del ventricolo e a diversi fattori di rischio cardiovascolare. Secondo quanto riferito, non era possibile procedere con un intervento di bypass.

La procedura eseguita a Vercelli

Di fronte alla complessità del quadro clinico, i medici romani hanno chiesto la valutazione del dottor Fabrizio Ugo, direttore dell’Emodinamica vercellese. Il paziente è stato quindi trasferito al Sant’Andrea, dove l’équipe ha eseguito una rivascolarizzazione percutanea mini-invasiva attraverso un’angioplastica coronarica.

La procedura è stata realizzata con il supporto di una pompa cardiaca temporanea, il dispositivo Impella CP, posizionato nel cuore e rimosso al termine dell’intervento. Una tecnica che, per la sua complessità, ha richiesto il lavoro coordinato dell’équipe guidata da Ugo. L’intervento è stato inoltre trasmesso in streaming durante il 47° congresso Gise, l’appuntamento nazionale della Società Italiana di Cardiologia Interventistica.

Il congresso nazionale

Il congresso si è svolto a Milano dal 13 al 16 ottobre e ha riunito specialisti impegnati nell’aggiornamento sulle procedure e sulle tecnologie della cardiologia interventistica. Nel 2025, secondo i dati citati nell’articolo, in Italia sono stati eseguiti oltre 160 mila interventi di angioplastica coronarica nei 254 laboratori di emodinamica attivi, oltre a più di 318 mila coronarografie e a oltre 14 mila impianti transcatetere di valvola aortica.

La trasmissione dell’operazione ha portato l’attività della struttura vercellese davanti a una platea di specialisti provenienti da tutto il Paese. Per la famiglia di Rufini, l’esperienza si è conclusa con il ritorno a casa e con un giudizio positivo sull’ospedale, sulla città e sul reparto che ha seguito il caso.

L’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi ha sottolineato come l’arrivo in Piemonte di un paziente inviato da un’altra regione rappresenti un riconoscimento della credibilità professionale maturata dalla Cardiologia di Vercelli. Nel suo intervento ha citato il direttore della struttura complessa, Francesco Rametta, Fabrizio Ugo e l’équipe coinvolta nella procedura.