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Quarona, acquedotto in crisi: acqua non potabile dal Cavaglia

La falda resta in sofferenza e circa 150 residenti affrontano pressioni insufficienti nella rete.

Quarona, acquedotto in crisi: acqua non potabile dal Cavaglia

A Quarona l’emergenza idrica continua a creare disagi a circa 150 persone. Da settimane, in diverse zone del paese, la pressione della rete è insufficiente e i rubinetti restano spesso quasi a secco. Alcuni residenti raccontano di essere costretti a fare la doccia nelle ore notturne, nella speranza di riuscire a utilizzare almeno un filo d’acqua.

La causa del problema è legata alla prolungata assenza di precipitazioni significative, che ha messo in forte difficoltà la falda acquifera alimentata dal pozzo principale. La portata si è infatti ridotta di circa 100mila litri al giorno, dimezzando la disponibilità e rendendo sempre più difficile garantire un servizio regolare nelle aree più alte del territorio comunale.

Il collegamento con il torrente

Per affrontare la situazione, il Comune di Quarona e Cordar Valsesia, gestore della rete, hanno deciso di ricorrere a una soluzione straordinaria: collegare temporaneamente l’acquedotto al torrente Cavaglia. L’obiettivo è immettere nei pozzi una quantità d’acqua sufficiente a ripristinare la pressione nella rete e attenuare i disagi mentre si attende che le precipitazioni possano rimpinguare la falda.

L’acqua immessa, però, non sarà potabile. Prima dell’operazione sarà effettuata la necessaria clorazione e la popolazione verrà informata attraverso un’ordinanza. La manovra è prevista, secondo quanto riferito dal sindaco, presumibilmente tra venerdì e sabato. Si tratta di un intervento pensato per sostenere le utenze che da settimane devono fare i conti con l’assenza o la scarsità di acqua, ma che comporterà quindi specifiche limitazioni per i cittadini.

Le zone più colpite

La decisione è stata illustrata durante un incontro pubblico al quale hanno partecipato il sindaco Francesco Pietrasanta, l’assessore ai Lavori pubblici Mariarosaria Gallotta e i vertici di Cordar Valsesia, il presidente Lorenzo Mirabile e la vicepresidente Alessandra Sappa.

I disagi maggiori riguardano San Rocco, la parte alta del paese in direzione di Roccapietra e alcune zone residenziali. In questi punti la pressione non è sufficiente a garantire un approvvigionamento costante. Nel corso dell’incontro sono state riepilogate le criticità, gli interventi già realizzati e la strategia individuata per i prossimi giorni.

Il sindaco ha definito il ricorso all’acqua del torrente un gesto di solidarietà della comunità nei confronti delle persone maggiormente colpite. L’intervento resterà legato alla necessità di fronteggiare una crisi determinata dalla scarsità delle risorse disponibili e dalla riduzione della portata del pozzo principale.