La commissione NAT, responsabile delle Risorse naturali del Comitato europeo delle Regioni, ha approvato a Toledo il parere sul futuro della risicoltura europea. Relatore del documento è Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e capo della delegazione italiana all’organismo europeo.
Il testo invita le istituzioni dell’Unione a riconoscere il riso come una produzione strategica per i territori europei e a intervenire sulle principali difficoltà del settore. Tra queste figurano la disponibilità idrica, la concorrenza internazionale, gli effetti dei cambiamenti climatici e la necessità di garantire un futuro alla risicoltura nell’ambito della Politica agricola comune dopo il 2027.
Investimenti per le infrastrutture idriche
Uno dei capitoli centrali riguarda la gestione dell’acqua. Il parere sollecita investimenti per modernizzare le reti irrigue e di drenaggio, aumentare la capacità di stoccaggio e sostenere la ricerca. Tra gli strumenti indicati figurano le tecniche di agricoltura di precisione e le nuove tecnologie per la gestione delle colture, con l’obiettivo di affrontare siccità ed eventi meteorologici estremi.
Secondo Cirio, le risaie non rappresentano soltanto un comparto agricolo, ma svolgono funzioni economiche, ambientali e sociali. Il documento le descrive anche come infrastrutture naturali utili alla biodiversità, alla gestione dell’acqua, alla ricarica delle falde e alla tutela dei suoli. La linea indicata è quella di conciliare produzione agricola e protezione ambientale attraverso innovazione, infrastrutture e ricerca.
Importazioni e regole commerciali
Il parere affronta anche la concorrenza internazionale. La commissione propone di rafforzare gli strumenti europei di salvaguardia, aggiornare il sistema tariffario e considerare il riso un prodotto sensibile negli accordi commerciali. Viene inoltre richiamata la questione delle importazioni agevolate e a dazio zero previste da precedenti accordi internazionali, in particolare da Cambogia e Myanmar.
Tra le proposte compare l’introduzione di clausole di reciprocità: ai produttori europei sono richiesti standard ambientali, sociali e sanitari elevati e, secondo il documento, condizioni comparabili dovrebbero valere anche per le merci provenienti dall’estero. Il testo chiede inoltre maggiori controlli sanitari e fitosanitari, un monitoraggio permanente del mercato e informazioni più chiare sull’origine del prodotto.
Il documento indica anche la possibilità di promuovere il riso europeo negli acquisti pubblici, dalle mense scolastiche agli ospedali. Per la PAC 2028-2034 viene chiesto il mantenimento di strumenti specifici per il settore, a partire dal sostegno accoppiato al reddito e da misure ambientali adeguate alle aree risicole. Tra gli obiettivi figurano il riconoscimento dei servizi ecosistemici garantiti dalle risaie e il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella filiera.
Dopo l’approvazione in commissione NAT, il parere passerà all’esame dell’assemblea plenaria del Comitato europeo delle Regioni all’inizio di dicembre.