STORIA E SAPORI

A Vercelli il Museo Leone racconta la corte di Gengis Khan

Luca Brusotto guiderà il pubblico tra nomadismo mongolo, palazzi imperiali e testimonianze di Marco Polo, con degustazione conclusiva.

A Vercelli il Museo Leone racconta la corte di Gengis Khan

Dopo la pausa estiva, al Museo Leone di Vercelli torna l’iniziativa Un aperitivo alla corte di…, ciclo di incontri dedicato alle residenze e agli ambienti che hanno accompagnato la storia di re, imperatori e condottieri. Il prossimo appuntamento è in programma sabato 10 ottobre alle ore 17 e sarà dedicato alla corte di Gengis Khan.

Il progetto è ideato e condotto dallo staff scientifico del museo e propone brevi conferenze ospitate nella dimora del notaio Leone. Il termine corte viene interpretato in senso ampio: non soltanto palazzi, regge ed edifici riccamente decorati, ma anche le donne e gli uomini che li abitavano e ne hanno segnato la storia. Al termine dell’incontro è previsto un piccolo aperitivo per i partecipanti.

Dalle tende alla corte imperiale

A guidare il racconto sarà Luca Brusotto, conservatore del Museo Leone. L’incontro ripercorrerà la trasformazione della corte mongola, passata da una struttura itinerante legata alla vita nomade delle steppe a un’organizzazione stabile e sontuosa, necessaria per amministrare un impero sempre più vasto.

Ai tempi di Gengis Khan, l’ordo, il termine mongolo utilizzato per indicare la corte, era composto dai ghir, o iurte, le abitazioni mobili tradizionali dei popoli nomadi dell’Asia centrale. La corte si fondava sui rapporti di fedeltà tra il khan e i guerrieri scelti, i nökör, mentre la mobilità rappresentava uno degli strumenti essenziali del potere.

La trasformazione sotto Qubilai Khan

La situazione cambiò con il nipote Qubilai Khan, che mantenne alcuni elementi della tradizione nomade ma comprese la necessità di stabilire una sede permanente per governare la Cina. La corte di Khanbaliq, l’odierna Pechino, fu protetta da imponenti cinte murarie e arricchita da giardini e padiglioni, diventando il centro della dinastia Yuan.

Un ruolo importante nella ricostruzione di questo mondo è affidato anche alla testimonianza di Marco Polo. Attraverso le pagine de Il Milione, il mercante veneziano descrisse lo sfarzo del palazzo imperiale e un cerimoniale nel quale la burocrazia cinese conviveva con le consuetudini mongole. Alle feste di corte si affiancavano battute di caccia di grandi dimensioni e l’impiego di tende cerimoniali, elementi che conservavano l’eredità nomade all’interno di una cornice urbana.

La partecipazione all’incontro è possibile con prenotazione obbligatoria, da effettuare entro giovedì 8 ottobre. Per le adesioni sono disponibili i numeri 0161.253204, negli orari d’ufficio, e 348.3272584; è inoltre possibile scrivere all’indirizzo info@museoleone.it.

Il costo è di 12 euro, oppure di 8 euro per i possessori della Tessera Abbonamento Musei. Ulteriori informazioni sono disponibili sui canali social del Museo Leone e sul sito www.museoleone.it.